Palon di Tzére
Punto panoramico collocato in posizione mediana nel vallone delle Cime Bianche,
il Palon di Tzére è una elevazione erbosa e vagamente tondeggiante situata alla
sinistra dell'imponente bastionata rocciosa che sostiene il bivacco
Città di Mariano Comense.
La sua posizione dominante permette un
colpo d'occhio sull'intero vallone che, dall'altezza di Fiery, si apre
in direzione delle lontane Cime Bianche;
nel complesso, si tratta di un'escursione lunga ma non eccessivamente
impegnativa. La partenza avviene da St.Jacques,
o meglio ancora dal piccolo abitato di Fiery,
bivio tra il già citato vallone ed il soprastante Pian
di Verra Inferiore, porta per la testata superiore della Val d'Ayas.
Il percorso ci porta a risalire il vallone di Cime Bianche, seguendo il
tracciato TMR (valido anche per più sentieri, quali 6, 6A,6B) e
ricalcando in sintesi il medesimo itinerario per il bivacco Città di
Mariano: una prima salita nei boschi che celano l'ingresso del vallone
di Cime Bianche e quindi la continua risalita dei poggi verdeggianti sul
versante destro del vallone. In vista della bastionata sottostante il
bivacco, scorgiamo perfettamente la spoglia sagoma del Palon, simile
–non solo nel nome!- al Palon di Resy.
Il sentiero 6C per il Mariano transita proprio sotto le sue propaggini
meridionali, descrivendo un semicerchio verso la zona del bivacco. E'
sufficiente abbandonare il breve tratto di 6C sottostante il Palon e
risalire i ripidi pendii soprastanti, che pur non offrendo alcuna
traccia di sentiero si vincono facilmente in meno di mezzora; in caso di
cospicuo innevamento, tuttavia, è bene considerare la possibilità di
smottamenti e valanghe in zona. E' comunque consigliabile abbandonare il
6C in prossimità delle rovine di Tzère, a 2534 metri: un rettangolo di
pietre ben visibili dall'alto, resti delle fondamenta di una malga. Si
esce quindi in cresta, teoricamente in prossimità di un grande e
visibilissimo totem di pietre, notando la caratteristica sagoma
sommitale del monte: una lunga cresta a saliscendi, quasi del tutto
pietrosa, con forma ad arco, la parte concava in direzione delle Cime
Bianche. Alla sinistra del grosso totem, ecco la prima e
più bassa anticima, sovrastante il medio vallone delle Cime Bianche con
i suoi laghetti ed i ruscelli; a destra invece la cresta si presenta
inizialmente abbastanza larga, per poi mutare in un centinaio di metri
di dorsale ristretta ed appuntita. Questo tratto, formato essenzialmente
da minuti sfasciumi grigiastri e ruvidi, macchiettati di licheni
verdastri, nasconde in realtà alla sua destra –poche decine di
centimetri più in basso- una sorta di passaggio che, se non
paragonabile ad un normale sentiero, offre comunque una maggiore
sicurezza di transito, anche perché la cresta vera e propria forma in
molto punti una vera balaustra, sulla sinistra. In questo tratto,
comunque, è consigliabile tenere gli eventuali bambini per mano,
prestando attenzione a non inciampare nelle piccole asperità del suolo.
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Superata la parte più stretta ed appuntita
della cresta si giunge senza altre difficoltà in vetta, l'ennesima
sporgenza di questa lunga e caratteristica struttura sommitale: uno
spazio ristretto ma dotato di comodi pendii dolcemente digradanti verso
oriente, capace dunque di accogliere più escursionisti in
contemporanea. Un altro totem si eleva in questo punto soleggiato e
dall'eccezionale panoramicità: lontano a sud, ecco il Corno
Bussola che spesso trattiene il maltempo in formazione nella pianura
piemontese e nella zona di Verrès, a sudovest la sagoma del Monte Croce
affiancata agli imponenti Tournalin, poi il Roisetta, gli appuntiti
speroni delle Cime Bianche e del Cervino, il massiccio Dent d'Herens, la
vicina Gobba di Rollin ed il sottostante bivacco Mariano, mentre più ad
oriente il poderoso "retro" della Rocca di Verra. Ancora più
in là, inconfondibile da qualsiasi prospettiva, il più alto dei tanti
"denti" di Ayas, la Testa Grigia.
La quota del Palon di Tzère è di 2671 metri,
anche se una misurazione GPS l'ha accreditata di 2656 metri. Il
percorso, in data 30 aprile 2006, con un innevamento ormai decadente,
ha richiesto 02.59 ore da St.Jacques, comprendendo anche alcune pause.
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